Comune di Veglio - Cenni storici

sabato 22 settembre 2018    
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Cenni storici
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L'origine del nome "Veglio" non ha un'interpretazione sicura, anche se la tesi più accreditata fa risalire il termine da "vegliare, che veglia", riferito alla sua posizione di "sentinella" che allunga la sua vista sulla Valle di Mosso, e che per primo riceve il sole mattutino.

Le prime notizie su Veglio risalgono al Medioevo. Nell'anno 1185 era infatti già ricordato come uno dei più popolosi e antichi cantoni di Mosso S.Maria, formando, con Mosso appunto, ed il Mortigliengo, un'unica parrocchia. Il Mortigliengo si affrancò presto da Mosso, staccandosene prima della fine del 1200, mentre Veglio rimase invece legato a Mosso S.Maria sia civilmente che religiosamente ancora per molto tempo.

L'indipendenza religiosa arrivò nell'anno 1528, quando l'oratorio di S.Giovanni Battista di Veglio, costruito verso la fine del 1400, fu elevato a chiesa "curata". I vegliesi ottennero poi la piena indipendenza parrocchiale verso la fine del 1500 visto che nel 1606 si accenna già alla Parrocchia ed al Parroco di Veglio.
L'indipendenza amministrativa fu invece raggiunta nel 1742, insieme a Pistolesa ed a Valle Superiore (soppressa poi nel 1938), quando fu eretto il comune di Veglio che ottenne così l'indipendenza che dura sino ad oggi.
La popolazione è, nel tempo, passata dalle 566 anime del 1671 alle 1042 del 1837, per arrivare ad un massimo di 1146 del 1961. Dopo l'alluvione del 1968 la perdita di popolazione è stata costante arrivando agli 843 abitanti del 1971, ai 762 del 1981 sino agli attuali 630.
Il massimo sviluppo di Veglio, in termini di popolazione residente, coincide pertanto con la sua massima estensione industriale degli anni 50/60, interrotta bruscamente dall'alluvione del novembre 1968 che segnò profondamente il paese, spingendo verso la "città" industrie ed abitanti. In quegli anni comunque Veglio, storicamente paese di emigranti in cerca di lavoro (soprattutto nel campo edile), vide invece un notevole flusso immigratorio (veneti e lombardi soprattutto, ma anche dal resto d'Italia e nell’ultimo decennio magrebini), legato all'industria tessile.
Attualmente la popolazione di Veglio è costituita per la maggior parte da popolazione anziana e la crisi dell'industria tessile non permetterà certamente inversioni di tendenza, anche se i giovani rimasti con caparbietà vogliono rimanere nei luoghi dove sono cresciuti e cercano di mantenere vivo il paese impegnandosi in attività imprenditriali, pricipalmente legate al turismo.
Il Comune è formato dalle Frazioni Borgo, Romanina, Prina, Mello, Bielmonte, Picco, Cavaglioni, Dazza, Sella, Audenino, Valle, Sautrana, Botto, Caveggia, Steglia, Seletto, Le Piane, Zerbola e dall'isola amministrativa di Montuccia.
Esistono 4 luoghi di culto cattolico, La Parrocchia dei SS. Giovanni e Dionisio in fraz. Borgo che è di epoca cinquecentesca e venne ricostruita nel XVII secolo, costudisce le  spoglie di S. Dionisio Martire, ivi trasportato da Roma nel 1660,  la Chiesa di San Rocco ai Pontil'Oratorio di S. Antonio Abate in Fraz. Botto e l'Oratorio di San Carlo in fraz. Borgo.
Fra gli uomini illustri si ricorda PRINA MARCELLINO, letterato e poeta che scrisse alcune tragedie.
 
 
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