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martedì 12 dicembre 2017    
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DOWNSHIFTING
fraz. Borgo di Veglio
COMUNICATO STAMPA: VEGLIO ED IL DOWNSHIFTING.
E’ on line da pochi giorni sul sito nazionale WWW.MONTAGNAMADEINITALY.IT con richiamo già dalla homa page, l’ intervista, intitolata dalla giornalista del portale Roberta Folatti, “Istigazione al Downshifting” e rilasciata dal Sindaco Marco Pichetto sul fenomeno, ancora poco conosciuto ai più e soprattutto ai biellesi, del downshifting.
Ma di cosa si tratta quando si parla di downshifting: letteralmente significa “muoversi verso il basso”, più colloquialmente c’è chi lo traduce come “scalare le marce, rallentare”. Come spesso accade, però, per i neologismi in lingua inglese, la traduzione in italiano è inevitabilmente approssimativa. Ecco perché anche da noi è entrato nel linguaggio comune così com’è nella lingua dei sudditi di Sua Maestà, cioè downshifting.
Che significa? Molte cose in una. Significa ad esempio prendersela con calma, lentamente, non affannarsi, in primo luogo per le questioni di lavoro, i soldi, la carriera. Il contrario dello yuppismo anni ’80. Significa fare meno, ma anche fare meglio, con più passione e più senso e in modo più semplice (magari rinunciando all’ultimo modello di smartphone che invece di semplificarci la vita ce la complica con aggiornamenti continui, rischi di attacchi di nuovi virus, moltiplicazione di funzioni che nessuno utilizzerà mai), a prescindere da quello che si fa. Significa avere più tempo per sé, la propria famiglia, gli amici, gli hobby, perché no anche per le vacanze, a patto ovviamente che non siano troppo costose. Perché il downshifting, moda, fenomeno culturale o qualsiasi altra cosa sia o stia diventando, predica una riduzione un po’ in tutti quegli aspetti che in una normale esistenza di una persona occidentale, o comunque vivente in un’economia industrializzata (anche in Cina, però, se ne accorgeranno presto), provocano stress, ansia, perdita di contatto con le cose che hanno più senso nella vita. E, alla fine, rischiano di far perdere il senso e il gusto di vivere.
Da tutto questo e dalla conoscenza del fenomeno avvenuta quasi per caso da una lettura in uno dei tanti viaggi di lavoro del Sindaco, è nata l’ idea di proporre il paese di Veglio come meta ideale per vivere appieno questa nuova tendenza e questo nuovo stile di vita. Ma perché Veglio? Veglio perché è ancora appunto un luogo ideale per vivere la propria vita in serenità ed in tranquillità, soprattutto per tutte quelle persone che ormai, grazie anche alla tecnologia, lavorano da casa e sono stanchi di farlo all’ interno di un palazzo di 10 o 20 piani in centro a Milano o Torino, con vista su strade, palazzi, auto e smog e che sono quindi alla ricerca di nuovi luoghi dove, sempre stando all’ interno della propria abitazione, o magari nei periodi di bella stagione anche nel proprio giardino, cosa che a Milano o Torino non è sempre facile fare, decidono di trasferirsi  e di iniziare una nuova vita con nuovi ritmi, molto più legati al naturale ciclo del tempo e delle stagioni che a quello dell’ uomo e delle sue città.
Luoghi come Veglio, che molto spesso, soprattutto per alcune categorie di lavoratori possono anche “ispirare” ed essere di aiuto per il proprio estro creativo, sia esso quello di un designer sia quello di un grafico pubblicitario o di un artista o scrittore in genere, oppure per chi è alla ricerca di tranquillità e silenzio necessario a molti lavori quali i programmatori di computer, traduttori e molti altri.
Punti di forza della candidatura di Veglio come meta ideale per il downshifting, oltre alla tranquillità che il vivere immersi nel verde ancora offre, sono la possibilità di avere la tecnologia wi-fi per i collegamenti ad internet veloce, la disponibilità di case in affitto ed anche e soprattutto il costo per l’ acquisto delle abitazioni che, anche se in molti casi trattasi di case in parte da ristrutturare, è ancora molto basso rispetto al costo di una casa in città.
E’ sicuramente un modo nuovo ed alternativo, quello proposto dal Sindaco Pichetto, di come si può proporre come meta per vivere un paese piccolo come Veglio, che, tra l’ altro, a conti fatti, dista solo 35 km dal casello autostradale di Carisio sulla A4 Torino/Milano, ovvero a poco più di un’ ora dalle barriere di Milano o Torino e quindi comodo anche per chi, magari una volta a settimana deve recarsi in città per le sue riunioni e per i contatti interpersonali. Questione quindi di sapersi organizzare e di razionalizzare i viaggi per ottimizzare costi e benefici, in questo caso soprattutto fisici e mentali che il vivere in montagna in mezzo al verde può dare rispetto al caos ormai sempre più dilagante delle grandi città.
Gli esempi ormai sono molti di persone che hanno fatto questa scelta ed il Sindaco Pichetto spera che presto potrà anche lui raccontare qualche storia di persone “immigrate” in Veglio per il downshifting, magari in età giovane e con tanta voglia di mettere su famiglia.
Potete vedere l’ intervista integrale al Sindaco alla pagina :
Veglio 25/02/2011
per  Il Sindaco
Ufficio del Sindaco
Segreteria
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